Tecniche Osteopatiche

“L’Osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito, non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l’espressione stessa della vita” A.T. Still.
 
“La medicina osteopatica è una scienza, un’arte ed una filosofia che si occupa della salute, sostenuta da conoscenze scientifiche in evoluzione. La sua filosofia comprende il concetto di unità della struttura dell’organismo vivente e delle sue funzioni. La sua specificità consiste nell’utilizzo di modalità terapeutiche che mirano a riarmonizzare i rapporti di mobilità tra le varie strutture anatomiche.
 
La sua arte consiste nell’applicazione dei suoi principi alla pratica medica in tutti i suoi settori e specializzazioni.
 
La sua scienza comprende in particolare le conoscenze comportamentali, chimiche, fisiche e biologiche relative al recupero e al mantenimento della salute così come alla prevenzione delle malattie ed al sollievo del malato” Convenzione Europea di Osteopatia di Bruxelles (1987).
 

Anche se l’Osteopatia è un’arte unica e prevede la visione olistica di mente, corpo e spirito, possiamo comunque elencare le svariate tecniche che la contraddistinguono e che fanno di un Osteopata, un serio e formato Osteopata.
Difatti non possiamo fare una netta distinzione delle tecniche come se queste fossero avulse dalle altre o come se fossero a compartimenti stagni, poiché ogni tecnica deve essere utilizzata sulla persona in base alle esigenze ed alle indicazioni.
 
Dopo avere sottoposto il paziente a:
 

  • Anamnesi
  • Test di sicurezza
  • Test e diagnosi Osteopatica

 
le tecniche che sono le frecce all’arco dell’Osteopata possono essere suddivise in:
 
Tecniche Strutturali: sono delle tecniche manipolative e possono essere dirette semidirette o indirette. Possono essere specifiche od aspecifiche, a bassa velocità e alta ampiezza oppure ad alta velocità e bassa ampiezza. Le tecniche utilizzate possono essere eseguite in Thrust, Toggel, Lift, Dog, Wheel, Roll, ed hanno lo scopo di ripristinare il corretto ROM (Range Of Movement) di un qualsiasi distretto corporeo o per inibire o stimolare un segmento nervoso, arterioso, venoso o linfatico ad esso correlato.
 
Manipolazioni vertebrali: sono sempre delle tecniche strutturali, ma rivolte esclusivamente al rachide. Sono indicate quindi al ripristino funzionale di un distretto vertebrale o di una singola vertebra. Sono queste che vengono utilizzate per stimolare od inibire segmenti, radici o gangli nervosi.
 
Tecniche viscerali: codificate da J.P. Barral e P. Mercier nel corso degli anni 80, sono dirette al corretto riposizionamento dell’organo, alla funzionalità, al ripristino della circolazione, della mobilità e della motilità dell’organo stesso in relazione alle altre strutture ed agli altri organi. Le manipolazioni si esercitano sui diversi piani utilizzando le catene fasciali. Sono indicate nelle disfunzioni di tutti gli organi dell’apparato respiratorio, circolatorio, digerente, urinario e riproduttivo, con tutti gli annessi vascolari, linfatici e nervosi. Utili anche per aderenze od esiti cicatriziali post operatori. Importante nelle tecniche viscerali la correlazione di tutti gli organi con il muscolo diaframma, che in Osteopatia viene definito il motore dei visceri.
 
Cranio Sacrale: Il padre e scopritore della cranio sacrale è identificabile in W.G. Sutherland continuata poi da J. Uppledger e da Viola M. Frymann. Consiste nell’ascolto MRP (Movimento Respiratorio Primario) creato dal movimento del liquor che ripercuotendosi lungo il manicotto durale trasmette il movimento attraverso le meningi dal cranio al sacro attraversando tutta la colonna. La tecnica tende a riequilibrare tale movimento, il quale ha un determinato ritmo ed ampiezza, rimuovendo tensioni od ostacoli lungo tutto il percorso o correggendo eventuali disfunzioni, sia lungo il rachide, sia sacrali, ma soprattutto craniali. Molto utile per problematiche legati a stati tensivi, traumatici, stress, eventi depressivi, malocclusioni dentali ed altro.
 
Tecniche di Sutherland: Fanno sempre parte delle tecniche strutturali e cranio sacrali, ma sono specificamente dettate dai principi di Sutherland e seguono le tecniche create da lui. Queste infatti consistono nell’individuazione della lesione (soprattutto articolare legamentosa) e nel seguirla tramite tecniche a favore della lesione stessa, con lo scopo di superare tale lesione e ripristinare la funzionalità di tale segmento corporeo.
 
Fasciale: Le fasce le troviamo in tutte le strutture corporee, sono onnipresenti e connettono ogni singola parte al tutto. In esse decorrono vasi, nervi, fluido extra cellulare ed altre cellule differenziate. Quindi ogni trauma, lesione, fattori stressogeni e quant’altro hanno delle dirette ripercussioni sul sistema fasciale. Il ripristino della mobilità fasciale e la rimozione delle tensioni o degli ispessimenti della fascia stessa tendono a ristabilire il corretto funzionamento della struttura affetta e a facilitare la restitutio in integrum.
 
Strain and Counterstrain: Utilizza posizioni specifiche per ogni articolazione, muscolo od altro distretto corporeo mettendole nella posizione di maggior comfort e mantenendole in tale posizione per un tempo determinato applicando nel frattempo uno stiramento dei muscoli antagonisti. Questo causa un release tale da azzerare ogni eventuale causa del dolore. E’ indicato in ogni caso, ma soprattutto in specifiche situazioni o patologie in cui sono controindicate altri tipi di tecniche.
 
GOT (Trattamento Osteopatico Generale): E’ una tecnica articolatoria generale che prevede la mobilizzazione di tutte le articolazioni in dei movimenti che devono rispettare la legge delle 3R (Ritmo, Routine e Rotazione Esterna). Molto indicata per la rimozione di blocchi articolari e per favorire la buona circolazione di tutti i fluidi in completo comfort e relax da parte del paziente.
 
GAT (Trattamento Articolare Generale): Come il GOT, anzi quasi un’estrapolazione del GOT, che prevede la mobilizzazione di ogni articolazione per rimuovere blocchi, favorire e normalizzare segmenti ipomobili od ipermobili.
 
Tecniche Funzionali: A differenza delle tecniche articolatorie classiche, la Funzionale prevede dei movimenti che l’Osteopata esegue senza mai forzare, seguendo i movimenti miofasciali, tenendo conto della risposta dei tessuti ed adattandosi ad essi. E’ in maniera importante una delle tecniche più delicate e non traumatiche.
 
Tecniche Connettivali: Sono delle tecniche, quasi sempre funzionali, che utilizzano il tessuto connettivale per scansionare i vari piani e mobilizzare le zone ipomobili ripristinando il flusso delle informazioni tra i vari organi ed apparati.
 
Trigger Point: Il corpo crea dei punti iperirritabili a seguito di traumi e sono solitamente dolenti. L’ischemizzazione tramite compressione e l’applicazione di agenti raffreddanti tendono a rimuovere il Trigger Point ripristinando la funzionalità della parte trattata e di tutti i miomeri ad essa correlata. Particolarmente indicata in problemi di origine miofasciale.
 
Taping Neuro Muscolare: Molto di moda in ambito sportivo, ha una funzionalità soprattutto nella riduzione del dolore ed il ripristino funzionale. Consiste nell’applicazione di nastri elastici adesivi sulla cute con effetto diretto locale e correlato a distanza. Attraverso la formazione di pliche cutanee, aumenta la circolazione, riduce il dolore e facilita il drenaggio venoso e linfatico. In più stimola i recettori cutanei e quelli subito sottostanti e ne determinano una risposta muscolare riflessa. E’ una tecnica ausiliaria molto utile nel recupero post traumatico e post operatorio ed indicata per gli sportivi anche per aumentare i livelli di forma fisica.