Storia del Pilates

Joseph Hubertus Pilates nacque in Germania nelle vicinanze di Dusseldorf nel dicembre del 1883.
In pubertà era strutturalmente esile e gracile e quindi si dedicò con impegno e costanza alla ginnastica, soprattutto per paura di contrarre la tubercolosi (molto diffusa all’epoca).
 
Il suo intento era quindi di rinforzare le sue difese immunitarie aumentando la forza muscolare e la capacità respiratoria e ci riuscì decisamente.
Quando compì 14 anni venne chiamato a posare come modello per la realizzazione di alcune tavole anatomiche e questo, oltre alla sua curiosità ed al suo interesse per l’anatomia e la fisiologia, lo indirizzò definitivamente verso quello per cui era destinato: l’invenzione del Metodo Pilates.
 
Lo studio del corpo umano e la frequentazione assidua di molte discipline
sportive (atletica, nuoto, immersioni, sci ed arti marziali per citarne alcune) lo portarono ad assumere l’incarico di istruttore di autodifesa nella scuola di polizia in Inghilterra nel 1912.
 
Durante la Prima Guerra Mondiale, venne fatto prigioniero nella città di Lancaster, ma nemmeno la detenzione indebolì la sua voglia di allenarsi con assiduità, sensibilizzando anzi la curiosità dei suoi compagni di prigionia e coinvolgendoli negli allenamenti.
 
Questo lo aiutò ad osservare e studiare attentamente i principi base della tonificazione muscolare, delineandone i fondamenti per il raggiungimento della salute.
Ulteriore rafforzamento della sua tesi sull’utilità delle sue tecniche arrivò nel periodo della febbre “Spagnola”, la quale uccise migliaia di persone, lasciando illesi però tutti coloro che si sottoposero alle sue sedute di allenamento.
 
Il suo metodo si perfezionò e si avvicinò alle tecniche riabilitative nel periodo in cui si trasferì sull’isola di Man.
Qui trovò reduci della Prima Guerra Mondiale gravemente feriti, con gravi menomazioni ed amputazioni ed immobilizzati da varie malattie. 

Mise quindi il suo ingegno al servizio dei soldati, cercando di sviluppare ed inventare dei macchinari, realizzati con mezzi di fortuna, che potessero aiutare a riabilitarli e migliorare il loro stato di salute.
Con dei lettini da campo, delle sedie e altri rudimenti, modificandoli con molle e tiranti, inventò delle attrezzature che potessero mantenere il tono muscolare dei suoi pazienti e riabilitarli dove possibile, anche quando immobilizzati a letto.
Fu questo il periodo dove creò le basi per l’invenzione dei suoi equipment, perfezionati poi al suo ritorno in Germania. Tali attrezzature, con poche e mirate modifiche, sono le stesse che ad oggi vengono utilizzate nei nostri studi.
 
Dall’Inghilterra alla Germania continuò a formare ed addestrare nuove reclute nel corpo della Polizia di Amburgo, e nel 1925 il Governo Tedesco gli diede l’incarico di seguire l’allenamento del proprio esercito con il Metodo da lui ideato.
Dopo poco si trasferì negli Stati Uniti, durante il viaggio conobbe un’infermiera di nome Clara, che divenne in seguito sua moglie.
A new York, nello stesso edificio del New York City Ballet, istituì il primo studio Pilates con sua moglie come assistente.
 
Il contrology (primo nome del suo metodo) divenne poi Pilates e si perfezionò con tecniche a terra (matwork) e con attrezzature specifiche (equipment).
J.H. Pilates scomparse ultraottantenne in circostanze ancora non chiare, forse in seguito a gravi lesioni riportate in un incendio nel 1960.
 
Di lui abbiamo ancora l’attrezzatura originale custodito in uno studio di New York, diversi manoscritti, ma soprattutto le sue intuizioni ed il suo metodo che ad oggi sono ancora ineguagliabili.